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Nessuna sorpresa: Houben resta cittadino di Otranto

A Palazzo Melorio, in sede di consiglio comunale, respinta la richiesta di revoca della cittadinanza onoraria ad Houben: lungo dibattito su un tema di grande interesse culturale, ma visioni distanti

Consiglio_comunale
OTRANTO - Non sarà revocata la cittadinanza onoraria di Otranto allo storico Houbert Houben: è questo il dato più significativo del consiglio comunale, tenutosi a Palazzo Melorio, ieri sera, dove sono stati discussi sei punti all'ordine del giorno, seppur il tema che ha catalizzato l'attenzione e il dibattito nella seduta è stato quello della relazione, proposta dal docente, nella cerimonia della commemorazione civile del 13 agosto, in occasione dei festeggiamenti per gli Ottocento martiri idruntini.

Prima di entrare nel merito della questione, l'assessore Fernando Coluccia ha aperto il consiglio, esprimendo solidarietà al giovane vigile aggredito nei giorni scorsi nei pressi di piazza Alcide De Gasperi, annunciando l'intenzione dell'amministrazione di costituirsi parte civile nell'azione legale contro il presunto aggressore: tutta l'assemblea si è unita ai sentimenti di solidarietà nei confronti del vigile e del comando della polizia municipale otrantina.

Dall'attualità ai valori comunitari, entrando nel vivo di quello che ormai sembra essere diventato il "caso Houben". Il primo ad aprire la discussione è stato il consigliere, Francesco Bruni, che, tirato in causa a mezzo stampa dal sindaco, Luciano Cariddi, per non aver firmato la richiesta di revoca della cittadinanza onoraria insieme al gruppo di Alleanza per Otranto, ha voluto chiarire la sua posizione. Bruni, riferendosi alla relazione dello storico, ha sottolineato come essa abbia "vulnerato i nostri sentimenti più intimi ed offeso la nostra fede verso i Beati Martiri": secondo l'ex sindaco "la maldestra commemorazione civile" ha risvegliato nella cittadinanza il desiderio di riappropriarsi dei valori comunitari che vengono da quell'episodio. Per questo, Bruni ha annunciato di condividere la scelta del suo gruppo, in quanto è arrivato il tempo di "uscire dalla melassa di un nebbioso relativismo che affligge i nostri tempi e contamina pericolosamente la nostra città".

Leonardo Salzetti, Corrado Sammarruco e Pierpaolo Tondo hanno ribadito, nei loro interventi, che non esiste alcuna accusa o critica sullo storico Houben e sugli approdi del suo lavoro di ricerca: il punto nodale contestato, nella sostanza, sarebbe da ricercare nel riconoscimento di una comunità intera in valori condivisi, da difendere a spada tratta, e dai quali non si può prescindere. Valori, che, secondo i consiglieri di minoranza, sarebbero stati calpestati o, comunque sia, non rispettati dal professore di origine tedesca, non in quanto storico, ma in quanto "cittadino onorario". Nell'essenza del suo "status", dunque, per l'opposizione, sono valori che dovrebbero necessariamente appartenergli.

A difendere l'onestà intellettuale e la professionalità del professor Houben, è intervenuto il vicesindaco, Francesco Vetruccio, il quale ha evidenziato il senso profondo del termine laicità, trovando "strumentale" la proposta dell'opposizione di revoca della cittadinanza onoraria nei confronti di uno storico, che ha avuto solo il "demerito" di citare delle fonti e di affermare delle verità storiche, che, comunque sia, non inficiano il bagaglio valoriale della comunità otrantina, proprio nell'ottica di quella separazione tra ciò che è laico e ciò che è l'atteggiamento di fede.

Il sindaco, Luciano Cariddi, ha riscontrato nella proposta dell'opposizione il rischio di un nuovo "oscurantismo" dove non può avere accoglienza chi la pensa diversamente e cerca in libertà di esprimere le proprie idee. Per l'assessore Coluccia, è risultata avvilente "l'ostentazione della propria fede e personale spiritualità: non esistono i fan dei Martiri e chi non lo è. Ci sono posizioni che possono accettare entrambi i punti di vista, senza estremismi ed aggressioni. La relazione del 13 spetta allo storico e noi non abbiamo le competenze per giudicarla e per sottoporre allo storico il compitino da leggere: di certo, la richiesta di revoca è un atto di estrema gravità".

Il gruppo di opposizione ha concluso ridiscutendo anche il metodo, attraverso il quale si è arrivati all'attribuzione della cittadinanza onoraria ad Houben, senza alcuna forma di consultazione reale: al voto, però, la maggioranza ha respinto la richiesta di revoca.

Nonostante mancassero quattro punti ancora da discutere, Alleanza per Otranto ha ritenuto di abbandonare l'aula consigliare, lasciando la sola maggioranza a votare ed approvare gli altri punti. Dopo una discussione interessante su tematiche alte e profonde, che richiamavano i valori e il senso di appartenenza alla comunità, nella legittimità delle rispettive posizioni, non è stato un bel segnale, in quanto le questioni di bilancio, lo stato delle opere pubbliche e di monumenti centrali per la città come il Castello, sarebbero stati argomenti altrettanto meritevoli di approfondimento.

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Il senso di appartenenza ad una comunità e ai suoi valori si manifesta ed esprime concretamente nello svolgimento puntuale delle attività e dei compiti ai quali si è chiamati. Soprattutto se si sceglie di rappresentare istituzionalmente quella comunità e se si riceve dalla stessa un mandato elettorale, che comporta anche di presenziare e dire la propria su punti apparentemente meno profondi di quelli effettivamente discussi.

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