Notizie da Otranto

Furti nelle autovetture vicino alla cava di bauxite, "pizzicati" marito e moglie

Lui 59enne già noto, lei 51enne, entrambi leccesi, sono sospettati di essere autori di una serie di furti nei veicoli dei visitatori che si affacciano al lago noto per il suo caratteristico ecosistema. I poliziotti del commissariato si sono appostati, sorprendendoli con arnesi da scasso

La strada sterrata che conduce alla cava.

OTRANTO – Bonnie e Clyde l’avevano pensata bene. Si sospetta che i due, marito e moglie leccesi, lui 59enne già noto, lei 51enne, possano essere autori di una serie di furti nelle automobili, con inevitabili danni a sportelli, nottolini e finestrini. Il luogo: la cava di bauxite nella quale s’è formato un piccolo lago, quasi all’ingresso di Otranto.

Sorta dalla ricerca di minerali dell’uomo, una volta abbandonata, quella cava s’è trasformata in un ecosistema più unico che raro. Una località sempre frequentata, d’estate come d’inverno. Dove i visitatori parcheggiano per brevi passeggiate, in modo da ammirare il paesaggio surreale, quasi marziano, per il rosso intenso della terra. Lasciando magari in auto portafogli, telefoni e altro. La permanenza dei più, infatti, non è mai lunga. Di solito ci si ferma per scattare alcune foto.

Dato che di casi ne sono avvenuti diversi, negli ultimi giorni gli agenti di polizia del commissariato hanno avviato alcuni controlli in abiti civili. Confondendosi fra i turisti. E ieri pomeriggio, intorno alle 17, hanno potuto notare l’arrivo di una Lancia Y10 blu. Dentro la coppia. Viaggiava a velocità molto bassa, e non solo – evidentemente – per via della strada accidentata che induce a procedere con prudenza. La realtà è che stavano cercando l’auto giusta per colpire.

Infatti, la Lancia si è avvicinata prima ad alcune autovetture in sosta nelle immediate vicinanze della stradina sterrata che conduce al lago. Poi s’è diretta lungo un sentiero che conduce a una pineta che sorge a breve distanza. Infine, ha raggiunto uno spiazzo, si solito usato come parcheggio.

oggetti-2-2A un certo punto, l’auto ha invertito la marcia, dirigendosi di nuovo in direzione del lago. La scelta è ricaduta su di un’Opel Agila grigia, lasciata in sosta in una rientranza della macchia mediterranea. L’avranno trovata in una posizione ideale. Così, la coppia ha parcheggiato accanto. L’uomo, con molta circospezione, ha sbirciato all’interno del veicolo, verso il lato di guida, poi si è spostato all’altezza del finestrino posteriore dello stesso lato, per dirigersi infine con decisione verso il lunotto posteriore. La donna, invece, è rimasta in auto scrutando a ripetizione verso la strada d’ingresso, per avvisare eventualmente il marito dell’arrivo di qualcuno.

Non sapevano certo che i poliziotti erano appostati a osservare tutto. E, per evitare eventuali e prevedibili danneggiamenti all’autovettura dei malcapitati, nel frattempo immersi nello scenario del lago, sono usciti allo scoperto, cogliendoli di sorpresa.

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Per terra è stata trovata una forbice da elettricista. L’uomo aveva gettata all’arrivo degli agenti. In auto, invece, sono stati sequestrati altri oggetti, alcuni utili allo scasso. Una forbice da sarto, con le punte modificate e ricurve, era posta sotto il sedile. Al’interno del  bagagliaio, in una borsa di plastica, c’erano due fionde di legno con elastico, un temperino multiuso e una torcia frontale. Nel vano per la ruota di scorta, uno scalpello di ferro con impugnatura di plastica e un filo metallico da carrozziere, lungo circa 80 centimetri, con l’estremità ricurva, usato probabilmente per aprire le portiere di autovetture dall’esterno. I due sono stati denunciati per tentato furto.

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