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Via libera al porto turistico, esulta senza distinzioni il fronte politico

Il consiglio dei ministri ha approvato la realizzazione dell'opera che si era scontrata con il parere negativo della Soprintendenza. Apportate alcune modifiche al progetto iniziale. Da sinistra a destra è un coro di unanime soddisfazione

Un'immagine del rendering del progetto.

OTRANTO – Il consiglio dei ministri ha dato via libera, ieri sera, al nuovo porto turistico di Otranto. L’opera della Società Condotte D’Acqua Spa, si era “incagliata” sul parere contrario della Soprintendenza regionale. Sono stati necessari alcune correzioni progettuali e un’intensa attività da parte dei rappresentanti istituzionali per sbloccare lo stallo che si era venuto a creare

Soddisfatto il sindaco direttamente interessato, Luciano Cariddi, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa: “Personalmente – ha dichiarato il primo cittadino - vivo la soddisfazione da sindaco per aver portato a compimento questa iniziativa, avendone assunto l’impegno sin dall’inizio del mandato. Un iter che ci ha obbligati a costruire, giorno dopo giorno, una vera e propria prassi amministrativa nei vari ambiti istituzionali in cui siamo stati chiamati a misurarci per far valere le nostre ragioni. Aggiungiamo così un tassello fondamentale della nostra programmazione infrastrutturale assunta con il governo della città. Il nuovo porto consentirà di ampliare le potenzialità turistiche ed economiche creando nuove utili occasioni di lavoro”.

“Oggi – ha poi chiosato Cariddi - rimane solo un po’ di rammarico per l’eccesso di burocrazia che abbiamo dovuto superare, convincendo della bontà dell’opera i diversi Enti. Ora la procedura ritorna per la sua conclusione in Regione, e auspico che si completi al più presto l’iter amministrativo per arrivare a cantierizzare quanto prima i lavori”.

Per Salvatore Piconese, segretario provinciale del Pd, il porto “costituirà una dotazione infrastrutturale strategica per accrescere ancor di più l’offerta turistica della nostra provincia e l’economia del nostro territorio. Tale decisione, frutto di un lavoro intenso e proficuo di collaborazione tra gli enti locali, a partire dall’amministrazione comunale, e le istituzioni coinvolte, rappresenta non solo per la comunità idruntina, ma per tutto il nostro Salento, una straordinaria occasione di sviluppo armonico ed equilibrato”.

5-69-28Il fronte unitario sul versante politico e istituzionale è stato sottolineato anche da Federico Massa, parlamentare del Pd: “E’ giusto però evidenziare che ciò è stato possibile grazie ad una leale cooperazione fra il Comune di Otranto, gli altri enti locali interessati e la Regione Puglia, positivamente finalizzata ad individuare il giusto equilibrio fra le ragioni dello sviluppo economico e sociale e la tutela, indiscussa ed indiscutibile, dell’ambiente e del contesto storico-monumentale. Nella sede nazionale sono state individuate, anche per la disponibilità del soggetto proponente, le correzioni necessarie a consentire un inserimento del nuovo porto, nel delicatissimo contesto territoriale di Otranto, tale da non alterarne le caratteristiche fondamentali ed irripetibili”.

Per Salvatore Negro, capogruppo in Regione Puglia dell’Udc: “è questa una inversione di tendenza della politica che mette mano a quel processo di sburocratizzazione e semplificazione degli atti amministrativi che rappresentano troppo spesso un freno alla crescita e allo sviluppo del Paese e rischiano di soffocare investimenti pubblici e  privati che potrebbero portare una nuova boccata di ossigeno all’economia del territorio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Saverio Congedo, consigliere regionale di Forza Italia, che però non può esimersi da una stilettata: “La burocrazia, lenta e spesso ottusa, non può essere una insopportabile zavorra per il territorio e quindi un freno allo sviluppo, che auspichiamo possa essere sempre nel rispetto assoluto delle superiori esigenze ambientali e paesaggistiche. Perché, come abbiamo più volte ripetuto ambiente e sviluppo da tempo convivono ovunque”.

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