Notizie da Otranto

Otranto, non è tutto oro quel che luccica

I numeri record non bastano e intanto diventa sempre più difficile la convivenza tra vacanzieri e residenti mentre la politica dell'accoglienza si riduce alla pratica dello stritola-turisti

Le statistiche di qualche tempo fa avevano ragione: la stagione estiva corrente registra ad Otranto presenze e numeri da record. Operatori turistici e commercianti esprimono la loro soddisfazione: del resto, quando si lavora, è giusto. Ma nella Otranto, presa d'assalto dal turismo, non è tutto oro quel che luccica. L'invasione massiccia di turisti sta dimostrando quest'anno più che mai come la "Città dei Martiri" necessiti di un progetto serio, che realizzi quello che viene chiamato "turismo sostenibile", di cui si fa tanto parlare, ma che resta da queste parti il grande assente.

Otranto non ha la forza di reggere il carico antropico a cui è sottoposta in questi giorni: lo dimostrano i profondi disagi che stanno emergendo in questi tempi in zona Alimini, dove le pinete continuano ad essere prese d'assalto con noncuranza dei rischi incendi, così tanto d'attualità nelle cronache quotidiane; lo dimostrano i disagi nella regolamentazione del traffico: file di macchine mandano ogni sera in tilt la città, priva di un vero piano traffico, capace di smaltire il caos di vetture; lo dimostra la questione dei parcheggi, che sta letteralmente agitando i residenti più che i turisti stessi: troppi parcheggi a pagamento, anche nelle zone, che per legge non hanno alcun diritto di essere tali; nella regolamentazione statale dei parcheggi, infatti, si sostiene che le strisce blu vadano collocate solo in prossimità di zone a traffico limitato e ad alto valore storico ed ambientale. Nella prassi, invece, i parcheggi a pagamento vengono piazzati anche nelle zone periferiche (tendenza che va diffondendosi nei principali centri, da Maglie ad Otranto). Risultato? I pochi parcheggi liberi diventano luoghi di contesa a discapito dei residenti, che spesso sono costretti a vagare per poter parcheggiare in prossimità delle proprie abitazioni. Ma il turismo sostenibile passa anche e soprattutto attraverso la capacità di saper rispondere in modo concreto alle diverse esigenze di chi ne usufruisce. Molti, ad esempio, si sono scandalizzati della Otranto senza bandiera blu: in pochi si sono meravigliati della Otranto a cinque vele.

Una città con una raccolta differenziata "fantasma" non può avanzare troppe pretese, soprattutto se al problema dei rifiuti si aggiunge la questione ormai "datata" del depuratore, una struttura incapace di sostenere gli scarichi di una città "schizofrenica", che produce acque reflue e che, nel recente passato, ha registrato imbarazzanti rotture. E se il mare è la gemma di Otranto, basta l'ennesimo guasto per vedere le acque, invase di scarichi di ogni tipo, come del resto già accaduto nelle scorse stagioni. C'è poi la questione "salute", visto che nelle zone del depuratore, esiste una sensibile concentrazione di abitazioni; c'è poi la questione d'immagine, o, se vogliamo, di odore: basta un filo di generosa tramontana che tutta la zona della Punta si ricolma di un odore disgustoso. Stesso dicasi per gli impianti fognari di piazza De Gasperi, che registrano il medesimo problema. Ci sarebbe poi la questione irrisolta dell'Adsl, che sembra ormai un miraggio: la copertura interessa solo zone del centro storico e i turisti vivono un vero e proprio smarrimento informatico: pagine Web che si aprono con difficoltà e files difficili da inviare. Inoltre, sebbene la stagione vada a gonfie vele, molti appartamenti cittadini sono vuoti. Come mai? I prezzi sono alle stelle e iniziano ad essere decisamente più convenienti i piccoli centri che attorniano Otranto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
Ma gli alti costi meritano una considerazione speciale: la carenza dimostrata di strutture, che rendono la città priva di un vero turismo sostenibile, dovrebbe indurre ad offrire prezzi accessibili e di concorrenza, che permettano alla città di avere un turismo dilazionato nel tempo. Ma, a quanto pare, a detta di molti turisti (e ormai non solo di loro), qui vige una mentalità latente: cullarsi sugli allori dei due mesi estivi ad alta concentrazione turistica, per vivacchiare per i restanti giorni dell'anno. A nessuno insomma sembra interessare un'idea seria di turismo. Ma quanto potrà durare il circo, senza progettualità e senza scelte anche impopolari?

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rientrano dal Brasile nel Salento: madre, padre e figlia positivi al Covid

  • Militari in spiaggia: sequestro in un lido, denunciato imprenditore

  • Giorgia e il fidanzato Emanuel Lo: vacanze salentine d’amore

  • Fiamme e fumo sulla collina di Lido Conchiglie. Si sospetta l'origine dolosa

  • Rave nelle campagne, musica sparata per ore: sgomberati in circa 300

  • Molesta la barista e fugge, ma dopo un’ora ritorna e lo riconoscono

Torna su
LeccePrima è in caricamento