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Otranto, Cariddi: "Quale aggressione? Solo menzogne"

Il candidato di "Otranto Domani" interviene dopo la rissa: "Chi era presente al comizio sa solo che c'è stata una provocazione avversaria". E su presunti brogli e Club Med: "Illazioni di Sammaruco"

Luciano Cariddi
Luciano Cariddi, 39 anni da poco compiuti, politico moderato, proveniente da Forza Italia, nonché assessore dimissionario dell'amministrazione uscente, è il candidato sindaco di "Otranto Domani", una lista civica che raccoglie al suo interno diverse sensibilità trasversali dal centrosinistra all'Udc. In prima persona prova a spiegare il suo programma e a motivare le sue scelte politiche.

- Cariddi, ha suscitato polemiche la rissa nata durante l'ultimo comizio della sua "Otranto Domani". La lista concorrente alla sua ha diffuso in città manifesti al grido di "vergogna" con la pesante accusa di aggressione nei confronti di un ex segretario cittadino Ds, ora vicino ad "Alleanza per Otranto", da parte di suo fratello. Qual è il suo parere sull'accaduto?

"Menzogne. Non c'è stata alcuna aggressione. Chi era presente al comizio sa benissimo che ci sono state solo provocazioni da parte dei miei avversari, che hanno tentato a più riprese di impedire ad un nostro candidato consigliere di portare avanti il suo intervento. Se ci fosse stata un'aggressione, le forze dell'ordine avrebbero agito di conseguenza"

- Lei non fa mistero della sua derivazione politica, ma la domanda sorge spontanea: come mai non è il candidato ufficiale di Forza Italia per il comune di Otranto?

"La mia candidatura in Otranto Domani è figlia di una fase storica senza un'omogeneità autentica dei partiti, ma è soprattutto conseguenza d'incompatibilità personali all'interno di questi ultimi"

- Ma, nel concreto, perché Forza Italia ha scelto Sammarruco, che viene da un'altra tradizione, e non lei?

"Probabilmente sulla base di personalismi di chi ha operato questa scelta. Se dovessi ricostruire storicamente il tutto, lo farei in questo modo: la base sosteneva la mia candidatura, mentre il sindaco uscente avrebbe preferito una persona di sua fiducia che gli fungesse da spalla e che gli permettesse di fare il sindaco anche da consigliere. La segreteria di Forza Italia è intervenuta con una terza via, sperando che noi ci saremmo comunque allineati alla scelta. Così non è stato"

- Secondo l'onorevole Raffaele Baldassarre, sono i partiti a scegliere i candidati, non viceversa. Cosa risponde?

"Penso che Baldassare sbandieri lo scudetto del coordinamento provinciale, ma se fosse davvero vicino al popolo di Forza Italia, avrebbe scoperto da sé che la base era ed è tutta con me"

- La sua scelta al fianco di Margherita e Ds getta le basi per il futuro Partito Democratico o si fa di necessità virtù?

"Mi sembra prematuro questo discorso, anche perché le indicazioni nazionali sono ancora sommarie. Il nostro resta per ora un accordo amministrativo in cui è forte la componente moderata di persone provenienti da Forza Italia e Udc"

- Si fa molto parlare di queste liste atipiche. Come vive questa situazione e come spiega l'accordo coi Ds, dopo le critiche che da loro ha ricevuto da assessore?

"Vivo bene questa situazione. Il nostro accordo può piacere o meno, ma parte da lontano confluisce in una condivisione piena di un programma cittadino forte. Sui conflitti passati, posso dire che i DS hanno sempre visto in me un avversario politico, a cui hanno riconosciuto anche meriti e capacità aggregativa"

- Quali sono i punti salienti del suo programma amministrativo?

"Al di là di elencazioni prolisse, credo che la città abbia bisogno di riacquistare una normalità di fondo che, in questi ultimi anni, è venuta meno, facendo mancare la capacità stessa di amministrare anche le piccole cose. Poi è chiaro che esistano esigenze primarie come un piano urbanistico ad uso del cittadino, una sapiente rivalutazione del turismo e della Otranto storica e culturale, un rilancio serio della produzione agricola, politiche ambientali rilevanti".

- Visto che parla di ambiente, cosa pensa in merito alla Baia dei Turchi e a quanto dichiarato in un'intervista dalla titolare della concessione?

"La Baia va tutelata in ogni modo. Ma una politica attenta deve riconoscere che, in questo caso, c'è un errore all'origine, visto che il Comune ha rilasciato un permesso di costruire in quella zona. Comunque le spiagge di Otranto sono sature di concessioni private"

- E come mai, vista l'attenzione all'ambiente, Legambiente non è con voi?

"Legambiente ha fatto una scelta la sera prima della chiusura delle liste. Ma fino ad allora chiedeva un posto all'interno della nostra coalizione, come altri che si trovano ora dall'altra parte. Noi non potevamo accoglierli solo perché avevamo già operato una sintesi di tutte le forze. Ma evidentemente a loro interessava solo un posto, al di là di chi glielo offrisse"

- Cosa pensa del caso di quel giovane che avrebbe avuto problemi sul lavoro per motivi di vicinanza all'altra lista?

"Ho detto allo stesso ragazzo che se mi avesse dimostrato la cosa, mi sarei prodigato in prima persona a tutelare le sue ragioni presso il suo datore di lavoro e nelle sedi opportune"

Cosa pensa dell'idea del confronto?

"La metodologia elettorale comunale lo esclude e la pratica del comizio sembra per tradizione appassionare di più i cittadini. E poi ci stiamo confrontando quotidianamente sulle proposte, anche se devo riscontrare, purtroppo, che gli avversari cercano di orientare il dibattito sugli insulti e le provocazioni"

- Quali ritiene sia stato l'errore più eclatante del governo Bruni?

"Nei primi due anni il nostro sostegno ha garantito al sindaco di ben governare. Di certo, l'errore più grave sta nel non aver garantito la normalità dell'amministrare. Avrà pure dato al paese dieci anni di tranquillità, ma ad un caro prezzo: quello di un torpore che ha caratterizzato questi ultimi anni di amministrazione"

- Che idea si sta facendo di questa campagna elettorale?

"Noi stiamo proponendo un'idea di città. I nostri avversari stanno cavalcando gli attacchi personali, senza proposte concrete. E questo alla lunga si rivelerà controproducente per loro"

- Anche l'altra lista sostiene che voi siete senza programmi…

"Rispondo semplicemente: noi da mesi lavoriamo a quest'alleanza. Loro si sono messi insieme all'ultimo minuto dell'ultimo giorno disponibile, tra mille dubbi e divisioni. Qualsiasi persona onesta si renderebbe conto che se questa gente alle cinque della mattina sta ancora a discutere se stare o meno insieme, alle sei non può aver già partorito un progetto serio per la città. A meno che non abbiano preso una vecchia copia di qualche programma passato e fotocopiata al ciclostile"

- Come giudica la lettera al Club Med dell'avvocato Corrado Sammarruco in merito a presunti brogli?

"Illazioni che si iscrivono nel quadro degli attacchi personali di cui abbiamo detto. Il mio avversario ha detto, per sua stessa ammissione, di essere all'ultima possibilità di diventare sindaco. Tutto fa brodo. Del resto chi oggi gli è accanto, Francesco Bruni, dimentica che Sammarruco stesso cercò di far cadere la sua amministrazione, quando era dentro la sua maggioranza, proprio perché già allora il mio avversario di oggi aspirava a fare il sindaco. Ora da quella parte parlano di percorso condiviso…"

- Qualcuno la ha attaccato per il suo coinvolgimento in un'inchiesta giudiziaria. Cosa dice in merito?

"Sono stato denunciato da una persona che è nell'altra lista e, nonostante i lunghi procedimenti d'indagine, dopo ormai tre anni, resto ancora all'oscuro dei fatti che riguardano l'indagine. Anche se mi sembra evidente che il polverone è stato sollevato a scopo politico. Se ragionassimo come loro avremmo anche noi molto da ridire su alcune anomalie ed irregolarità commesse da chi cavalca la crociata della legalità contro l'illegalità"

- Qual è la prima cosa che farà qualora dovesse diventare sindaco?

"Mi sembra logico mettere mano al piano urbanistico generale e garantire un mercato immobiliare sostenibile per tutti gli otrantini"

- È fiducioso sul risultato elettorale?

"Sì. Perché abbiamo gli argomenti: sono la nostra forza. Dall'altra parte, siamo ai limiti dell'improvvisazione".

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