Notizie da Otranto

Orrore a Otranto: spunta un cimitero di resti di animali nella fitta boscaglia

La segnalazione corredata da immagini non lascia spazio a dubbi. E' una vera e propria discarica abusiva derivante dalla macellazione, forse persino abusiva, di ovini e bovini, quella scoperta ai margini della strada statale 695. Qualcuno usa il sito per smaltire

OTRANTO – Se non è un cimitero, poco ci manca. La segnalazione giunge da Otranto. Corredata da eloquenti immagini. E’ una vera e propria discarica abusiva di rifiuti speciali quella che si para davanti agli occhi del passante che, lasciati i percorsi abituali, decidesse di addentrarsi fra la boscaglia ai margini della strada statale 695, poco dopo la zona artigianale della “Città dei Martiri”.

Fra rocce, sottobosco e una fitta selva di alberi, ecco comparire alcune buste nere di plastica. Le classiche usate per la spazzatura. Alcune anche in parte interrate. Dentro, resti di animali, in particolare ovini e bovini. Ossa, teschi, frattaglie in qualche caso in via di decomposizione da non molto tempo. Sintomo evidente che il passaggio è recente.

Ma chissà da quanto tempo, in realtà, quella località, semiprotetta da occhi indiscreti, è usata da qualcuno per abbandonare prodotti che, evidentemente, dovrebbero essere trattati in ben altra maniera. Ma ogni tipo di smaltimento ha un costo e così non tutti decidono di seguire le normative. Basti vedere quanti laterizi vengono abitualmente abbandonati ogni giorno nelle campagne salentine e nelle periferie di ogni paese.

Solo che per i sottoprodotti animali, cioè gli scarti della macellazione, la tracciabilità rende più complicato per un commerciante lo smaltimento illegale. Vi sono registro di carico e scarico da colmare, formulari in cui inserire tipologia del rifiuto.

La materia è regolamentante dal testo unico ambientale, legge 152, che comporta la denuncia penale se il rifiuto proviene da un’attività commerciale e una sanzione amministrativa se invece a gettarlo è un privato.

Ma in questo caso è forse più plausibile pensare a una vera e propria attività di macellazione clandestina, che quindi dà corpo a un altro reato. E’ un’ipotesi, certo, ma da non prendere sottogamba. Il business nel settore, che deriva in particolare dai furti di bestiame, è sempre molto altro.

Di certo, in questi giorni più di qualcuno s’è accorto di quelle frattaglie. La località precisa si raggiunge sul lato destro della strada, a partire dal primo viadotto, per chi proviene da Porto Badisco. L’odore di decomposizione era forte, l’aria ammorbata. E sembra anche, da indiscrezioni, che via un’indagine in corso. Le autorità dovrebbero accertare a breve provenienza e responsabili dell’abbandono del materiale di scarto.    

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