Notizie da Otranto

Nodo pontili a Otranto: Comune e Soprintendenza parlano solo tramite i legali

Conferenza di servizi sul progetto che secondo l'amministrazione di Cariddi supera le obiezioni rispetto ai vincoli. Ma per la struttura territoriale del Mibact non si prescinde dall'obbligo di smontaggio

Una foto della conferenza di servizi.

LECCE - Nulla di nuovo sul fronte del contenzioso per i pontili nel porto di Otranto. Nella conferenza di servizi che si è svolta in mattinata presso la sede del Comune, l’amministrazione e la Soprintendenza hanno sostanzialmente parlato attraverso i pareri legali, ribadendo l’inconciliabilità delle rispettive posizioni: la prima rivendica il diritto di mantenere le strutture nel bacino sovrastato delle storiche mura, la seconda ribadisce le necessità di provvedere allo smontaggio una volta terminata la bella stagione, in ottemperanza di quanto stabilito dal Consiglio di Stato (per due volte, la prima nel marzo 2018, la seconda nel maggio del 2019).

Gli altri enti interessati restano più o meno spettatori della querelle. Per la Provincia, che si pronuncia sull’incidenza ambientale, il mantenimento è certamente l’opzione meno impattante, mentre Regione Puglia e capitaneria di porto hanno fatto pervenire una comunicazione con cui sostanzialmente decidono di aspettare: l’estensione dell’utilizzo dei pontili a fini turistici – uno degli aspetti innovativi del nuovo progetto -  presupporrebbe infatti una serie di valutazioni ulteriori.

Il Comune di Otranto ritiene di aver superato, con l’ultima versione del progetto, l’obiezione sulla invasività dell’infrastruttura rispetto al pieno godimento di un’area monumentale sottoposta a vincoli, ma la Soprintendenza non arretra: non si può discutere di nulla se non si parte dalla premessa, riconosciuta dal Consiglio di Stato, dell’illegittimità della pretesa di mantenere la struttura in maniera permanente.

Il sindaco, Pierpaolo Cariddi, per venire a capo della questione ha puntato anche sull’analogia del caso con quanto previsto dal comma 246 dell’articolo uno della legge finanziaria, che estende la possibilità di mantenimento al 31 dicembre del 2020 ai titolari di concessioni demaniali e dei punti d’approdo con finalità turistico ricreative (sempre che utilizzino manufatti amovibili). La Soprintendenza è invece del parere che le fattispecie non siano affatto assimilabili, poiché il Comune non è titolare di alcuna concessione.

La conferenza dei servizi è stata aggiornata a metà gennaio, ma intanto è di fatto scaduto il termine entro il quale l’amministrazione di Otranto avrebbe dovuto procedere alla rimozione, in coerenza con la sentenza del Consiglio di Stato che aveva ribaltato quella del Tar di Lecce. Il primo cittadino non appare intenzionato ad adeguarsi. Nel corso dell’odierna conferenza ha affrontato la questione dal punto di vista politico, lasciando le valutazioni tecniche all’avvocato Fritz Massa.

“Dovreste avere l’onestà di ammettere – ha commentato il primo cittadino rivolgendosi alla soprintendente, Maria Piccarreta - che quello di Otranto sia il porto più importante di Italia. Troverete almeno in Puglia una trentina di esempi, ma solo il porto di Otranto presenta un vincolo archeologico diretto e uno monumentale indiretto. Io mi auguro che questa attenzione sia rivolta anche agli altri comuni e che quindi questa particolare tutela sia estesa anche agli altri, quantomeno a quelli che insistono su questo territorio. Tante cartoline ci mostrano barche addirittura con anelli ancorati sulle mura. Da un punto di vista tecnico e architettonico ci avete tolto la possibilità di ragionare, perché oramai si parla tramite avvocati. Ci siamo privati della possibilità di trovare una soluzione condivisa”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Violento schianto in centro, coinvolto il musicista Nando Popu

  • Carabiniere e “Le Iene” sott’accusa, chiesti 100mila euro di risarcimento

  • Spaccio di droga: in 14 a processo. Tra loro l’imprenditore dei vini Gilberto Maci

  • Nuova ondata di maltempo: allerta arancione in attesa delle violente raffiche di vento

  • Buco sul muro del negozio di abbigliamento nel centro commerciale: il furto fallisce

  • Violentò la figlia e nacque una bambina: il padre condannato a 30 anni

Torna su
LeccePrima è in caricamento