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"No allo smontaggio dei pontili di Otranto": Confcommercio si schiera con il sindaco

Dopo la decisione dei Consiglio dei ministri, l'infrastruttura dovrà essere smontata ogni sei mesi. L'associazione si dice preoccupata per l'intero comparto lavorativo

Una veduta di una parte dei pontili.

OTRANTO – Sui pontili di Otranto, nulla da fare. Il Consiglio dei ministri ha infatti dato ragione alla Soprintendenza stabilendo che strutture galleggianti nel porto di Otranto potranno restare solo per sei mesi all'anno.

La decisione ha aggiunto un altro tassello alla battaglia giudiziaria che si trascina da tempo e che vede contrapposti da un lato il Comune idruntino, dall'altro la Soprintendenza e dunque il ministero per i Beni culturali.

La decisione si è rivelata un boccone amaro per il sindaco Pierpaolo Cariddi che, pur avendo proposto un progetto alternativo per consentire il mantenimento dei pontili, invece dovrà procedere, ogni sei mesi, allo smontaggio dell’infrastruttura per la nautica da diporto che si trova ai piedi del castello aragonese. Sopportando anche i costi delle relative operazioni di rimontaggio dei pontili galleggianti.

Al fianco del primo cittadino, nell'eterna querelle, si sono schierate anche Confcommercio Lecce, Confesercenti e Confartigianato Lecce. Le tre associazioni si dicono preoccupate per le sorti dell’intero comparto lavorativo. A loro giudizio, l'amministrazione “dovrà sostenere enormi costi di smontaggio e rimontaggio che finirebbero per superare persino i costi complessivi di realizzazione dell’opera”.

Ma l'obiettivo primario rimane quello di “tutelare il settore della nautica da diporto quale opportunità per caratterizzare l’offerta turistica del Salento e strumento di sostegno allo sviluppo del territorio”.

“La carenza di porti e servizi per la nautica da diporto rischia di essere un’occasione di sviluppo sprecata e finirebbe con l’agevolare la crescita economica di tutti i principali competitor dell’area euro-mediterranea come Croazia, Montenegro, Grecia o Albania che questa opportunità la stanno già ampiamente cogliendo – si legge in una nota stampa -. Tale considerazione appare ancor più significativa alla luce dei recenti dati economici che registrano un aumento esponenziale del valore delle esportazioni pugliesi in questo settore che si sta rivelando strategico ed in costante crescita. La decisione peraltro si pone “in netta antitesi a qualsiasi strategia turistica basata sulla destagionalizzazione dell’offerta”.

La tesi è semplice: “Se l’impatto ambientale dei pontili durante la stagione estiva è irrilevante, lo stesso dovrebbe valere per la stagione invernale in cui la naturalità del paesaggio del porto si sostanzia proprio nella presenza di piccole imbarcazioni, turistiche e per la pesca, al riparo dalle mareggiate”, spiegano i referenti delle associazioni. Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato aggiungo di ritenere “opportuno” un riesame della questione che porti ad una soluzione condivisa da parte di tutti gli attori.

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