Otranto Today

Malore in crociera e paura, 118 interviene a 40 miglia dalla costa locale

Soccorsa una 77enne israeliana su una nave al largo di Otranto, raggiunta grazie a una motovedetta della guardia costiera

OTRANTO – Erano almeno due giorni che quella donna, 77enne, israeliana, stava avvertendo problemi, e non c’è niente di peggio di un cuore che fa i capricci, mentre ci si trova in alto mare, circondati solo da una grande distesa d’acqua. La costa, un miraggio lontano.

Non ci ha pensato due volte, questa sera, la dottoressa Francesca Palma della postazione del 118 di Otranto, quando è stata chiamata per uno di quegli interventi che non sono per niente routine quotidiana: salire su una motovedetta della guardia costiera e volare a pelo d’acqua sperando che il tempo non sia nemico, per recarsi su una nave a 40 miglia dalla costa, senza sapere nemmeno ancora bene in cosa ci si imbatterà: una vita che si sta spegnendo? Un caso meno grave del previsto? Una vicenda dalla difficile diagnosi? La distanza segna sempre incognite e le incognite portano pensieri. 

La richiesta di soccorso è partita verso le 18,35 da una nave da crociera in transito, la Norvegian Star, e ha raggiunto la sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto, che ha subito messo a disposizione una motovedetta della guardia costiera e contattato il 118. Per Francesca Palma, non è la prima volta: anche in altre occasioni ha soccorso persone in mare, sempre a distanze notevoli e una volta nel pieno di una tempesta invernale nel Canale d’Otranto. Con tutti i rischi connessi. 

(Il video dell'intervento)

Anche per questo, oggi, è arrivato un encomio del primario del 118, Maurizio Scardia, omaggio per la capacità nell'affrontare ancora una volta un’emergenza di questo tipo con polso fermo. Al fianco, un altrettanto valido infermiere soccorritore. I due si sono così imbarcati e la motovedetta ha tagliato le onde, condotta dagli esperti militari, arrivando a destinazione.

A bordo s’è saputo di un attacco cardiaco subito in passato dalla donna e che il giorno prima aveva avuto alcuni problemi, tali da far nutrire preoccupazione e a spingerla a sottoporsi anche a un elettrocardiogramma. Ma oggi, ecco nuovi sintomi, percepiti come più seri, che hanno messo ancor più in allarme: tutto richiamava il sospetto di un infarto, poi rivelatosi una fibrillazione atriale. Quindi, battito accelerato e irregolare, con tutti i rischi connessi, visto anche il quadro clinico e l'età della donna.

La 77enne straniera è stata così accompagnata a bordo della motovedetta, sempre sotto lo sguardo attento della dottoressa. Alle 20,30 circa, la guardia costiera ha fatto rientro nel porto di Otranto, dove ad attendere sanitari e paziente c’era un’ambulanza. Da Otranto, quindi, un altro viaggio, più breve, verso l’ospedale “Ignazio Veris Delli Ponti” di Scorrano, dove la passeggera israeliana è al momento ricoverata, sotto osservazione. Tutto un lavoro svolto, è il caso di dirlo, con estremo tempismo.    

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Commenti (4)

  • A 40 miglia dalla costa si è in acque internazionali. In base a quale norma un medico di stanza a terra lascia il posto di servizio e si avventura per mare, mancando ad eventuali urgenze nel proprio territorio per alcune ore? E ciò per sopperire alle carenze di qualche armatore che su una nave da crociera evidentemente non ha personale medico sufficiente? Oppure non vuole cambiare rotta e dirigersi verso il porto più vicino per sbarcare l'ammalato e ivi farlo soccorrere, poiché la crociera subirebbe un danno economico?

    • Non se la prenda con il medico, ha rispettato il giuramento fatto a Ippocrate. Piuttosto sono discutibili tutte le scelte politiche fatte in questa nazione, da qualche anno a questa parte. Un esempio per tutti: le sembra normale che una nave spagnola o francese "raccolga" nel mediterraneo dei migranti, alias clandestini, e li sbarchi a Taranto o Palermo, invece che in un porto spagnolo o francese? Non parliamo dei porti Tunisini o algerini, che sono spesso vicinissimi. Questa è una prepotenza consumata ai danni della stragrande maggioranza di italiani che mal sopportano queste invasioni. Siamo diventati lo zimbello del pianeta, i più fessi, verso i quali tutto è permesso.

  • Complimenti per il coraggio e la tempestività...

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