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I Martiri di Otranto verso la santità. Grazie alla guarigione di una suora

Nella mattinata Benedetto XVI ha incontrato il responsabile della congregazione per le cause dei santi, dando l'approvazione per la promulgazione del decreto sul riconoscimento di un miracolo per intercessione dei beati idruntini

OTRANTO – Il cammino verso la canonizzazione degli ottocento Martiri di Otranto da oggi è in discesa. Nella mattinata, infatti, il papa Benedetto XVI ha incontrato il prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, il cardinale Angelo Amato, dandogli formale approvazione per la promulgazione del decreto “sub miro”, ossia l’atto che riconosce l’avvenuto miracolo per intercessione dei Beati idruntini.

A darne l’annuncio, durante l’ora media, è stato l’arcivescovo di Otranto, monsignor Donato Negro, che ha convocato nella Cattedrale a mezzogiorno, tutti i presbiteri della diocesi e i fedeli: presente per l’occasione anche monsignor Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria, ma originario della chiesa di Otranto.

Com’è noto, il complesso e lungo percorso burocratico della santificazione prevede tre elementi fondamentali, che partono dalla venerazione dei “candidati alla santità” presso il popolo di Dio, passando per il riconoscimento delle virtù eroiche (in tal caso dell’effettivo martirio) e l’attestazione di un prodigio riconducibile alla loro intercessione.

In buona sostanza, è stato riconosciuta dagli uffici competenti del Vaticano la validità di un miracolo avvenuto nel corpo di una suora clarissa per intercessione dei Beati Martiri di Otranto: trattasi di Suor Francesca Levote, monaca professa delle Sorelle povere di Santa Chiara, colpita da una grave forma tumorale. Si ravvisa nella sua prodigiosa guarigione l’intervento di Antonio Primaldo e compagni martiri, a cui la donna si sarebbe rivolta, nel 1980, durante una “peregrinatio” dell’urna dei Martiri nella diocesi, ottenendo la grazia della salute. 

Tecnicamente, dunque, ora nulla osta alla effettiva canonizzazione dei patroni di Otranto e dell’arcidiocesi: nei prossimi mesi, quindi, potrebbe arrivare l’annuncio dello stesso Benedetto XVI. Il momento è certamente significativo per la realtà ecclesiale locale che, attende da oltre duecento anni questo momento. Antonio Pezzulla, detto Primaldo, ed un gruppo di circa ottocento persone, furono uccise nel sacco turco del 1480, rifiutando di avere salva la vita in cambio della conversione alla fede islamica: per questo, furono decapitati in massa sul colle detto della MinervaL'intervento del vicario monsignor Quintino Gianfreda-2.

Da allora la comunità otrantina li ha venerati come martiri e santi. Il primo processo canonico è iniziato nel 1539, terminando il 14 dicembre 1771, con la proclamazione da parte papa Clemente XIV degli ottocento a “beati”. In vista della possibile canonizzazione, su richiesta dell’arcidiocesi di Otranto, il processo è stato recentemente riaperto, confermando le conclusioni del precedente. Benedetto XVI, il 6 luglio 2007, ha emanato un decreto in cui riconosce il martirio di Antonio Primaldo e dei suoi concittadini uccisi “in odium fidei”. Oggi, la nuova e forse definitiva svolta.

“La nostra diocesi - scrive l’arcivescovo monsignor Donato Negro in un messaggio alla Chiesa idruntina -, mentre vive con gioia una delle ore più belle della sua storia, esprime profonda gratitudine al Santo Padre Benedetto XVI per il riconoscimento di questo evento straordinario ed eleva la sua preghiera alla Trinità Santa perché sia confortata e incoraggiata nel suo impegno di annunciare e testimoniare il Vangelo. In un’epoca di crisi profonda, l’imminente canonizzazione dei nostri martiri è un forte invito a vivere fino in fondo il martirio quotidiano, fatto di fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa”.

"Una notizia, quella ricevuta oggi dal nostro arcivescovo monsignor Donato Negro, che ci riempie il cuore di gioia" – afferma il sindaco Luciano Cariddi: "Già il decreto del luglio 2007, emanato dal Santo Padre Benedetto XVI, ci aveva dato la speranza per continuare a pregare affinché i nostri Martiri fossero riconosciuti Santi".

E prosegue: "La Comunità Idruntina da sempre venera i propri Beati come santi ed eroi. Con il decreto odierno, che ha riconosciuto l'avvenuto miracolo del 1980 per intercessione dei Beati Martiri, auspichiamo possa presto giungere, ora, la canonizzazione definitiva dei nostri Patroni. Siamo vicini al Papa con profondo sentimento di gratitudine in questo percorso di fede, e la città rivolge un particolare ringraziamento a monsignor Donato Negro e alla chiesa idruntina che con devozione e impegno non hanno mai fatto mancare le proprie preghiere. Sono certo che questa bella notizia contribuirà a portare felicità nelle famiglie otrantine che la attendono da lungo tempo".

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