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Rebus dei dehors a Otranto: il Consiglio di Stato si esprime su due casi

La Sesta Sezione di Palazzo Spada si è pronunciata sul ricorso della Soprintendenza per il "Retrogusto" di via Tenente Eula e su quello della "Bella Idrusa" di Porta Terra

OTRANTO – Due sentenze di segno opposto, ma sul medesimo tema, arrivano dalla sesta sezione del Consiglio di Stato dove l’avvocato Mauro Finocchito ha sostenuto le ragioni di due esercizi pubblici, Retrogusto e Bella Idrusa.

Nel primo caso l’appello della Soprintendenza è stato respinto, nel secondo, invece accolto. Per entrambi il nodo risiede nell’autorizzazione paesaggistica all’installazione di un dehor. Nella fattispecie che riguarda il ristorante “Retrogusto”, ubicato nello storico Miramare di Otranto, il Comune aveva negato l’autorizzazione, adeguandosi al parere della Soprintendenza per il quale la soluzione progettuale adottata era illegittima per ubicazione, tipologia, soluzioni costruttive, materiali e finiture sul presupposto che il relativo modello-tipo, previsto dal regolamento comunale per l’arredo urbano, fosse stato approvato senza chiamare in causa la Soprintendenza.

Il Tar di Lecce, con una sentenza breve aveva accolto il ricorso presentato dall’avvocato Finocchito, per conto del legale rappresentante del ristorante che si trova al di fuori del centro storico, in via Tenente Eula e quindi al di fuori dell’ambito di divieti o limitazioni disposti dal Piano del Commercio e dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Il Consiglio di Stato ha ribadito la posizione dei giudici di primo grado rimarcando che l’autorità statale (Soprintendenza) non può limitarsi a invocare in linea teoria il mancato coinvolgimento, né invocare ex lege un pregiudizio dei vincoli senza una valutazione specifica del contesto e del progetto. Nella sentenza si dispone comunque una nuova valutazione.

Nel caso della Bella Idrusa, invece, che si trova proprio a Porta Terra, quindi incastonato nella mura del centro storico, l'autorizzazione era stata inizialmente concessa: al Consiglio di Stato è stato respinto l’appello proposto dal legale rappresentante del ristorante contro la sentenza del Tar Lecce che aveva ritenuto fondate le censure della Soprintendenza proprio rispetto al provvedimento dall’amministrazione comunale. In particolare si rimarcava la violazione del vincolo storico e culturale. L’avvocato Finocchito ha preannunciato ricorso per revocazione dal momento che sarebbe stato leso il principio della corrispondenza tra il chiesto e il revocato: i giudici, insomma, avrebbero respinto il ricorso sulla base di un motivo diverso da quello posto a fondamento del primo ricorso al Tar e anche dell’appello (con la riproposizione delle censure respinte in primo grado).

Amareggiato il commento di Finocchito: "Stesse strutture, decisioni diverse, dunque. Ed anche luoghi di diversa sensibilità paesaggistica, si potrebbe obiettare. Vero, forse. Ma appare difficile giustificare all’interno del medesimo comune situazioni a 'macchia di leopardo'. Con alcuni esercenti più attrezzati a proteggere gli avventori dalle frequenti brezze ventose della costa adriatica ed altri impossibilitati a farlo. Disparità di trattamento davvero difficili da comprendere ai più".

Leggi la sentenza_Retrogusto

Leggi la sentenza_La_bella_Idrusa

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