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Sequestro preventivo del “Dolce Riva”, Cassazione annulla il Riesame

Potrebbero esserci spiragli in vista della stagione estiva sempre più vicina. Con l’annullamento della Cassazione, la parola torna al Tribunale del Riesame

Foto di archivio.

OTRANTO –La Cassazione annulla il Riesame sul sequestro preventivo del Dolce Riva: nuovo capitolo nella vicenda relativa al locale sul litorale della Città dei Martiri. Mercoledì scorso, infatti, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Mauro Finocchito e Stefano De Francesco, legali  dei proprietari del locale di Otranto ed ha annullato l’ordinanza del 10 settembre scorso con cui il Tribunale del Riesame ha, invece, ritenuto valido il decreto del 3 agosto. Con quel decreto, il gip Carlo Cazzella ha  accolto la richiesta del pm, Roberta Licci e disposto il sequestro preventivo dell’intera struttura destinata a bar e noleggio attrezzature per la balneazione sul litorale idruntino, in località “Cerra”.

Il sequestro, originariamente probatorio, era stato convertito in sequestro preventivo a seguito sia di una consulenza tecnica, sia di una serie di indagini affidate alla polizia provinciale, sul presupposto che l’accesso al mare fosse illegittimo in quanto realizzato “in assenza del prescritto permesso di costruire, dei nullaosta delle autorità preposte al vincolo e dei titoli demaniali rilasciati”. Secondo la Procura, tutti gli assensi edilizi sarebbero stati “macroscopicamente illegittimi” perché rilasciati in violazione del Piano di assetto idrogeologico.

La Cassazione, secondo i legali che hanno difeso i titolari dell’attività, potrebbe aver ritenuto non convincente l’interpretazione della norma secondo cui quella struttura di accesso al mare, in quel luogo, non si sarebbe potuta realizzare e, comunque, non avrebbe potuto assumere le dimensioni che ha. La parola torna ora al Riesame, che dovrà però tener conto anche dei paletti fissati dalla Corte suprema.

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