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Briatore spiega il turismo per i milionari. Capone: "No a modelli omologanti"

Il noto imprenditore ha declinato la sua ricetta. A Otranto vuole realizzare stabilimento balneare extra lusso con ristorante e discoteca

Flavio Briatore, Loredana Capone e Paolo Perrone.

OTRANTO – Ha fatto molto discutere l’intervento di Flavio Briatore nel corso di un incontro organizzato ieri sera dall’associazione Prospettive a Mezzogiorno a Otranto.

Davanti a esponenti delle istituzioni come l’assessore regionale Loredana Capone, i sindaci Luciano Cariddi e Paolo Perrone e una platea divisa tra curiosi e imprenditori del settore, Briatore ha svolto con naturalezza il ruolo di se stesso, proponendo un modello di sviluppo turistico a uso e consumo di coloro che hanno conti in banca milionari o di coloro che fingono di averlo pur di permettersi una serata tra i vip: servizi impeccabili, infrastrutture portuali e areoportuali fin sotto l’albergo di lusso, divertimento ostentato. 

Insomma, ha detto Briatore, per alcuni target di visitatori non bastano le masserie, i residence in prossimità della spiaggia, hotel abbordabili dai più. Il palato di chi spende anche migliaia di euro al giorno pretende determinati standard. Ecco perché dal Billionaire in Sardegna, passando per il Twiga del Principato di Monaco e di Montecarlo, Briatore intende approdare sulla costa settentrionale del territorio di Otranto (con il brand Twiga), con la partecipazione di noti imprenditori locali. L’idea c’è e il terreno pure: il progetto è quello di uno stabilimento balneare che sia anche ristorante e discoteca.

Loredana Capone, che ha concluso da poco un lavoro di diversi mesi sul piano strategico del turismo, ha illustrato un punto di vista diverso: “Dobbiamo partire da quello che abbiamo per puntare ai mercati internazionali. Come stiamo nei mercati? Prima di tutto evitando qualsiasi rischio di speculazione e abusivismo. È puntando sulla valorizzazione del patrimonio, residenze storiche, masserie, borghi, che saremo in grado di offrire un turismo di qualità, capace di portare ricchezza. Non i grandi alberghi uguali dappertutto, modelli omologati e omologanti. Anche gli investimenti internazionali puntano al recupero più che alla nuove costruzioni”.

“La Puglia – ha sottolineato l’esponente del governo regionale con delega al turismo - è un'alternativa rispetto alle destinazioni turistiche tipo mar rosso, nord Africa. Dobbiamo imparare a esaltare questa particolarità. Dobbiamo rafforzare l'accoglienza con servizi di qualità: conoscenza delle lingue, trasporti locali, formazione, coordinamento delle strategie di promozione. La Puglia ha dovuto fare da sé in questo campo in assenza di un coordinamento nazionale delle politiche di promozione del turismo. Per fare bene è necessario che pubblico e privato camminino insieme”.

La visione di Briatore proprio non piace a Sergio Blasi, altro esponente del Pd che si è detto disponibile a concorrere alla primarie del centrosinistra a Lecce: “Briatore punta alla creazione di non-luoghi riservati all’accesso esclusivo di una élite economica ad altissima qualità di spesa, nei quali conta chi sei prima di entrare e non quello che sarai diventato alla fine del tuo viaggio o della tua vacanza. Io la ritengo una prospettiva poco interessante per il Salento. E lo dico da persona che ha criticato fortemente la svolta “di massa” di alcune attrazioni, che a furia di sbandierare numeri sempre più alti finiscono per rovinare più che per valorizzare le opportunità di crescita”.

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“Ma esiste un mezzo – ha proseguito nel suo post l’ex segretario regionale del Pd - nel quale collocare un’offerta turistica che sia in grado di valorizzare le potenzialità inespresse, e sono tante, garantendo al contempo una “selezione” non in base al ceto sociale quanto agli interessi e alle aspettative del turista. Noi dobbiamo guardare ad un turismo che apprezza la cultura, anche quella popolare, la natura e il paesaggio. Che apprezza i musei e i centri storici tanto quanto il buon vino e il buon cibo. Che sia in grado di apprezzare e rispettare la terra che visita e di non farci perdere il rispetto per noi stessi”. 

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